Rls emarginati, serve più integrazione

 

Il fenomeno dello stress da lavoro correlato è molto presente nelle aziende, e molto più di quanto viene evidenziato durante la valutazione dei rischi. Ma purtroppo ancora oggi riscontriamo una grande difficoltà a farlo emergere, dettata dal mancato e sistematico coinvolgimento degli Rls. Questi sono ancora troppo emarginati: spesso nelle aziende ci si limita al rispetto minimo di quanto prevede la legge, senza ricercare metodologie condivise. E non si può sostenere la tesi del “problema culturale”: c’è una precisa volontà di non considerare la sicurezza come un investimento in termini economici e sociali.

 

Lo stress lavoro correlato è certamente un fenomeno complesso. Io lo definisco un “infortunio silente, logorante, prolungato nel tempo e pericolosissimo”. Se trascurato si traduce in un cattivo stato di salute che mina l’efficienza dei lavoratori, che a causa di questo potrebbero, a propria volta, essere vittime di incidenti e gravi infortuni. Lo stress incide anche in termini sociali, basti pensare all’aumento sia dell’utilizzo di farmaci ansiolitici sia dei ricorsi alle strutture sanitarie per la cura di queste patologie. Sicuramente il contesto attuale non aiuta: la crisi economica, l’incertezza e l’indeterminazione del proprio posto di lavoro, i profondi mutamenti del mercato del lavoro (come la gestione unilaterale degli orari da parte delle aziende o la crescente precarietà) sono elementi che incidono anche sulla condizione fisica e mentale dei lavoratori, con un aggravio dello stress.